About
La fotografia per me non è solo scattare immagini: è un modo per osservare, interpretare e raccontare le persone.
Ogni servizio nasce dall’ascolto e dalla relazione, perché dietro ogni immagine c’è qualcuno che vuole riconoscersi in ciò che mostra.
Il mio lavoro è far emergere quell’essenza: che si tratti di una persona, di un progetto o di un momento, creo immagini in cui potersi rivedere davvero, senza forzature.
La mia storia. Il mio percorso nel mondo della fotografia
Tutto è cominciato da bambina, con una piccola Polaroid blu regalata dai miei genitori alla fine della prima elementare. Poi sono arrivati gli scatti con le macchine usa e getta, le immagini catturate durante le gite con gli scout o i pomeriggi con gli amici, tutte piccole tessere di un grande mosaico che con il passare del tempo si è composto.
La svolta vera è arrivata alle scuole medie, quando la mia insegnante di educazione tecnica ha tenuto un corso sulla fotografia con tanto di laboratorio di sviluppo in camera oscura. Da lì ho iniziato a capire la tecnica, il mestiere dietro l’immagine.

Durante l’adolescenza, negli anni ’90, ho vissuto da vicino la cultura hip hop: writer, b-boy, MC, DJ, jam e concerti. Ho iniziato a fotografare quegli ambienti vivi e creativi, documentando persone in movimento, energia, espressione. È lì che nasce il mio legame con la fotografia di strada e con lo storytelling in azione, quello che accade mentre le cose succedono davvero. Negli anni ho utilizzato molte macchine a rullino – reflex storiche, compatte, lomo – fino all’arrivo della mia prima reflex digitale nel 2008.



Tra le mie esplorazioni più intense c’è stato il mondo dei luoghi abbandonati, dove ho imparato a cogliere la bellezza della decadenza e l’autenticità nascosta nei dettagli. Uno dei momenti più importanti della mia carriera è stato il reportage in Bosnia per il libro “Cartoline dalla fossa. Diario di Srebrenica” di Emir Suljagić, un’esperienza che mi ha insegnato tutto il valore della narrazione etica e della testimonianza.

I miei ambiti di lavoro e le mie passioni fotografiche




Ho iniziato la mia esperienza professionale con moda e lifestyle, ambiti che ancora oggi fanno parte del mio lavoro. Mi hanno insegnato a mettere le persone al centro e a raccontarle con attenzione, naturalezza o costruzione, a seconda di ciò che sono e di ciò che vogliono esprimere.Nel tempo ho sviluppato uno stile personale fatto di ritratti ambientati, immagini pensate per raccontare identità e personalità, senza modelli da imitare.Un altro grande amore è la fotografia musicale: concerti, festival, performance dal vivo. Mi interessa cogliere l’artista nel momento della massima espressione, quando presenza, gesto ed energia diventano una cosa sola. Accanto a questo, ho sempre coltivato la fotografia di territorio, esplorando luoghi e paesaggi come spazi da ascoltare e interpretare, più che da semplicemente documentare.
Tutto questo, ovviamente, studiando
Oltre all’esperienza sul campo, ho una solida preparazione tecnica e teorica. Sono una grafica pubblicitaria con due qualifiche professionali (grafica editoriale e grafica multimediale) e una laurea in Scienze della Comunicazione, titolo conseguito con una tesi su un tema che mi sta molto a cuore: la decrescita come via per uscire dalla società dei consumi. Ho seguito un’infinità di corsi di merketing digitale, seo, adv, neuromarkeitng, comunicazione territoriale turistica, bikehotel…
Attualmente sto approfondendo i miei studi con un master in Destination Management, Turismo Sostenibile, Esperienziale e Heritage Interpretation, che arricchisce il mio lavoro con competenze specifiche nel valorizzare territori e aziende nel rispetto dell’ambiente e della cultura.
Etica e scelte di vita: la coerenza che fa la differenza
Le mie scelte personali e professionali sono sempre state guidate dalla ricerca di coerenza. Vivo in montagna, in un piccolo borgo, in un ambiente che ho scelto per il suo ritmo e la sua autenticità. Cerco di portare attenzione e rispetto anche nelle scelte quotidiane, perché credo che il modo in cui guardiamo il mondo influenzi inevitabilmente anche il modo in cui lo raccontiamo. Credo nella fotografia come strumento di relazione, prima ancora che di rappresentazione.

Se senti il bisogno di immagini che ti somiglino davvero, e di uno sguardo capace di capire chi ha davanti, possiamo iniziare da lì.